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  • Immagine del redattoreCarlo Carlotto

Buy or rent? Indicazioni aziendali per risolvere il dilemma

È meglio acquistare (buy) o noleggiare (rent o lease)?

È preferibile essere anche il proprietario di un bene oltre che detenerlo e utilizzarlo?

Capita ogni tanto nella vita privata di porsi queste domande al momento di acquisire un bene di utilità durevole nel tempo. Molto di più alle aziende che si trovano frequentemente a decidere se fare o meno un investimento e, se sì, stabilire a quale titolo è più conveniente effettuarlo.

E la risposta più spontanea (e comunque corretta) “dipende”, magari fornita dal consulente di turno, ovviamente, non basta. Anzi, irrita.

Chiedere consiglio a soggetti interessati (per esempio noleggiatori o società di leasing) altrettanto ovviamente “difetta di imparzialità”.

Allora che fare? Lanciare in aria la monetina può anche determinare soluzioni efficaci ma ci pare quanto meno poco professionale.

Proviamo a capire se esistono delle modalità leggermente più oggettive e serie che garantiscano almeno la consapevolezza di avere seguito procedimenti razionali. E sappiamo quanto ciò possa essere utile a posteriori.


La scelta “per principio”

Un criterio categorico utilizzabile quando si deve decidere in fretta (talvolta, va detto, anche per disorganizzazione) è quello “della nonna”. Le cose che mantengono o acquistano valore nel tempo si comprano, quelle che invece lo perdono si affittano.

Non è però nemmeno così semplice avere a disposizione gli elementi necessari.

Ci sovviene al proposito questa pillola di saggezza, scritta in forma di preghiera dal teologo protestante tedesco-statunitense Reinhold Niebuhr.

Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso, e la saggezza per conoscere la differenza.

Dunque, se ci tocca procedere più analiticamente in modo laico, occorre seguire delle regole.


Un po’ di metodo

Come abbiamo appena detto la decisione tra l’acquisto e il noleggio di un bene strumentale dipende da vari fattori specifici dell’azienda, della situazione ma anche del contesto economico generale.

Non esiste infatti una risposta assoluta poiché le circostanze possono variare da caso a caso. Se però si compiono alcuni passi si può cercare di rendere più oculata e razionale la scelta.

Vediamoli dunque.


Valutazione dei costi

Occorre innanzitutto individuare i costi, quelli espliciti e quelli nascosti, associati all’acquisto o al noleggio del bene.

Ci si imbatte subito in un problema non banale. Omettere di considerare gli oneri occulti (sarebbe meglio dire impensati) porta sicuramente a confrontare due situazioni non omogenee. Pertanto l’errore è inevitabile. Per esempio i costi di gestione (normalmente trascurati) di una soluzione rispetto a un’altra potrebbero essere decisamente elevati e renderla molto più cara.

Si consideri che l’acquisto potrebbe comportare nel tempo un costo importante per le attività di manutenzione straordinaria. Sempre in questo caso inoltre, senz’altro c’è da tenere in conto l’impatto della svalutazione del bene.

La redazione di una banale tabellina strutturata con minimo due colonne (buy / rent) e più righe, corredata dei totali e delle differenze tra le soluzioni è altamente consigliata.


Durata dell’utilizzo

Per quanto tempo si prevede di utilizzare il bene strumentale? I fattori cambiamenti tecnologi e periodo di impiego sono infatti discriminanti. In taluni casi l’analisi potrebbe fermarsi già qui. Il rischio di rapida obsolescenza e la necessità per un breve lasso temporale fanno ovviamente propendere per il noleggio. Purtroppo la realtà è spesso molto più variegata e difficile da inquadrare in modo così netto e chiaro.


Flessibilità

Per quanto potrà andare bene per il business aziendale la soluzione strumentale ipotizzata?

Se la probabilità di cambi operativi rende alta la flessibilità richiesta all’investimento, chiaramente l’affitto è da preferire all’acquisto.


Capacità finanziaria

Qual è la disponibilità finanziaria aziendale? Se l’impresa deve farsi prestare le somme che occorrono per acquistare i beni necessari è chiaro che la scelta si potrebbe orientare più favorevolmente verso il noleggio. La liquidità ha infatti un peso non trascurabile.


Implicazioni gestionali

Esiste all’interno dell’azienda la capacità organizzativa adeguata per gestire l’investimento? Ci riferiamo per esempio alle pratiche di acquisto e di gestione (burocrazia “specializzata” compresa). Ma anche: si è in grado di intrattenere proficuamente i rapporti con il noleggiatore? Solo in apparenza questa è una domanda banale.


Implicazioni patrimoniali

Può essere utile all’azienda dimostrare di avere un attivo immobilizzato maggiore (asset di bilancio)? Capita ancora che alcune banche associno strettamente il concetto di investimento a quello di beni materiali di proprietà. Non sempre infatti si considerano come investimenti, per esempio, gli oneri legati alla formazione del personale e allo sviluppo di soluzioni tecnologiche. Se ci si trova in queste situazioni e non si può cambiare banca va da sé che l’acquisto sarà praticamente obbligato.


Implicazioni fiscali

Nella valutazione tra noleggio e acquisto la componente tributaria è molto importante. È bene dunque rivolgersi a un esperto fiscale (di norma il proprio commercialista) per considerare gli eventuali vantaggi legati a una o all’altra scelta.

Comprendiamo in questo punto anche gli aspetti legati all’ottenimento di incentivi e/o bonus.


Confronto con i vari responsabili di settore e gli stakeholder

Tutte le informazioni raccolte e le valutazioni fatte possono essere facilmente raggruppate in un semplice ma chiaro ed efficace report. Sarà utile per fornire dati e considerazioni a tutti i vari responsabili interessati e ottenere eventuali ulteriori consigli e suggerimenti al proposito.

A quel punto non resterà che prendere la decisione che, se si sarà effettuato il percorso oggettivo e completo appena ipotizzato sarà senz’altro consapevole (che però non significa corretta, purtroppo).


Opzione “buy”: vantaggi e svantaggi dell’acquisto

Proviamo ora a vedere sotto un altro profilo alcuni dei possibili pro e contro della soluzione “buy”.


Vantaggi

Controllo: essere proprietario di un bene offre un maggiore controllo su come il bene viene utilizzato e gestito. Consente di prendere autonomamente decisioni su come migliorarlo, modificarlo o anche affittarlo a terzi se opportuno.

Patrimonio: il bene acquistato diventa un’attività dell’azienda teoricamente contribuendone a migliorare la situazione patrimoniale complessiva.

Investimento: alcuni beni possono apprezzarsi nel tempo fornendo un potenziale vantaggio economico sottoforma di plusvalenza in caso di cessione.

Diritto di sfruttamento: il proprietario ha il diritto di sfruttare il bene come desidera, ovviamente nel rispetto di leggi e regolamentazioni vigenti.


Svantaggi

Costi aggiuntivi: essere proprietario comporta il sostenimento delle spese per la gestione e il mantenimento del bene. Per esempio: manutenzione, tasse, assicurazione e altri oneri correlati.

Rischi finanziari: il valore di alcuni beni può diminuire nel tempo. Ciò può dunque comportare una perdita economica (minusvalenza) al momento della vendita.

Impegno e responsabilità: la gestione di un bene richiede tempo, energia e responsabilità difficilmente delegabili a soggetti terzi. Occorre tenerne debito conto.


Opzione “rent”: vantaggi e svantaggi del noleggio

Ecco invece alcuni pro e contro dell’opzione “rent/lease”.


Vantaggi

Costi iniziali ridotti: il leasing richiede pagamenti iniziali inferiori rispetto all’acquisto. Prospettiva importante in caso di situazione finanziaria aziendale non ottimale.

Riduzione dei costi: sempre in tema di oneri, l’azienda non deve sostenere quelli legati alla proprietà (per esempio tasse e manutenzione) che gravano invece sul proprietario del bene.

Aggiornamento tecnologico: per beni che richiedono aggiornamenti frequenti, il leasing consente di passare a nuovi modelli senza dover gestire la rivendita o lo smaltimento del bene stesso.

Assistenza tecnica: alcuni contratti di leasing o di noleggio possono includere servizi di manutenzione e assistenza riducendo i costi operativi e semplificando la gestione del bene.

Maggiore flessibilità: non detenendone la proprietà dovrebbe essere più agevole per l’azienda cambiare o rinunciare al bene.

Minore rischio finanziario: l’azienda locataria non sarà esposta alle fluttuazioni di valore del bene e non correrà il rischio di perdite legate al suo valore di mercato.

Testare il mercato: l’affitto breve iniziale consente di testare un bene o un’attività prima di impegnarsi in una locazione più duratura o nell’acquisto.


Svantaggi

Costi a lungo termine: nel medio/lungo periodo i costi di noleggio quasi certamente superano quelli dell’acquisto diretto. Del resto al locatore va riconosciuta una quota di guadagno per il servizio di vario genere svolto e le responsabilità di cui si fa carico.

Assenza di proprietà: è l’ovvio “lato B” speculare all’acquisto. Ciò comporta la rinuncia all’eventuale apprezzamento del bene oltre che la limitata autonomia nelle personalizzazioni dello stesso.

Vincoli contrattuali: i contratti di noleggio possono contenere clausole che limitano l’uso o, come già detto, la personalizzazione del bene.

Dipendenza dal fornitore: quando si noleggia un bene si rischia di diventare dipendenti dal fornitore con tutte le possibili conseguenze negative del caso.

Nessun valore residuo: dopo la scadenza del contratto di noleggio o affitto non si possiede nulla. Lo si sapeva fin dall’inizio ma accorgersene nuovamente al momento in cui capita potrebbe costituire una deludente sorpresa. Meglio dunque pensarci bene prima se in fondo si è cultori della proprietà anziché del mero possesso.

Scelta limitata: alcuni beni potrebbero non essere disponibili per il noleggio oppure non avere le caratteristiche esatte desiderate (e il locatore non è disponibile a integrarle).


Conclusione

Non avevamo la pretesa di fornire la formula magica per decidere sempre correttamente e in fretta quale sia la scelta da preferire tra acquisto e affitto quando si fa un investimento materiale.

Crediamo (speriamo) invece di aver indicato un metodo e alcuni parametri per poter decidere più consapevolmente.

Come si è visto infatti, la scelta tra comprare, affittare o noleggiare è un equilibrio delicato tra costi, utilizzo, flessibilità e altro ancora. Non esiste dunque una risposta universale ma un “dipende”. Dipende dalle caratteristiche e dalle esigenze specifiche dell’azienda interessata.

In ogni caso qualunque sia la soluzione adottata, il successo di un progetto di investimento (aleatorio per definizione) difficilmente prescinde da una pianificazione attenta e da una gestione responsabile delle risorse a disposizione.


Per un approfondimento circa l’impiego di “beni strumentali” su commessa vi invitiamo alla lettura di un contributo specifico sul tema.



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