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Il budget (giusto due parole introduttive)

Senza indugi, affidiamoci subito alla Treccani (www.treccani.it) per la definizione.

Budget

‹bḁ′ǧit› sostantivo inglese [dal francese bougette «bolgetta, borsellino»; la voce è ritornata in Francia come budget ‹büdjè› e con riferimento al bilancio preventivo dello stato e di amministrazioni statali], usato in italiano al maschile. 

1. Bilancio preventivo; in particolare, la somma che si decide di spendere per una campagna pubblicitaria.

2. Programmazione, basata su previsioni realistiche, delle attività di un’azienda in vista del conseguimento di risultati ritenuti possibili.

3. Somma che si decide di spendere per un determinato fine.

Tutto corretto, tutto bello. Non ci basta però: è necessario andare più a fondo.

E allora: il budget è un documento previsionale in cui vengono indicate le risorse economiche allocate da un’organizzazione per svolgere una o più attività (normalmente la gestione di un intero esercizio). La sua preparazione avviene con largo anticipo rispetto al periodo di riferimento e prevede un interscambio comunicativo fra i diversi reparti aziendali.

Forse non basta ancora: secondo noi il budget innanzitutto è una forma mentale, un modo di lavorare e di approcciare la gestione aziendale che si basa sulla condivisione di obiettivi, sulla loro pianificazione e sulla successiva verifica a consuntivo. Prima vengono i ragionamenti sulle previsioni e sulle modalità poi tocca ai numeri e ai prospetti in cui contenerli, preferibilmente in modalità dinamica. Insomma, in sintesi: prima gli aspetti operativi-qualitativi quindi quelli quantitativi, le cosiddette “metriche”.

Concedeteci una breve digressione.

Non troverete l’accezione di “metrica” applicabile al tema economico sui vocabolari, anche se il termine è oggi diffusissimo in ambiti soprattutto produttivi e di marketing.

Treccani, tra l’altro, sostiene infatti che si tratta della tecnica della versificazione, cioè il complesso delle leggi che regolano la composizione dei versi e delle strofe.

Evidentemente non fa al caso nostro. Dunque passiamo dalla poesia alla prosa.

Con il neologismo tecnico “metriche” intendiamo riferirci a un insieme di indicatori che consentono di misurare quantitativamente qualcosa che di solito è invece valutato qualitativamente: per esempio l’efficienza di un processo, la produttività di persone o la qualità di un servizio.

Bene, possiamo riprendere il nostro discorso.

Quello di budget è un percorso che si sviluppa anno per anno perfezionandosi e adeguandosi all’evoluzione e ai cambiamenti dell’azienda.

Ovviamente se ne deve imparare l’iter, bisogna disporre degli strumenti, conoscere ciò che facciamo (il core business), studiare fino ad arrivare a fare sì che tutte queste attività diventino quasi automatiche permeando il nostro agire professionale quotidiano.

Sono indispensabili la collaborazione e il coordinamento tra settori e persone, la fiducia, la sincerità, la trasparenza e, soprattutto secondo noi, l’onestà intellettuale.

Le varie voci di ricavo e spese sono interconnesse: da una possono dipenderne altre.

Avere a monte informazioni (volutamente) non corrette condiziona i passaggi successivi.

Ognuno di noi ha la propria indole, il proprio atteggiamento: c’è chi è prudente (“così poi se il risultato è migliore faccio bella figura”), chi è entusiasta (“vuoi che non riusciamo a fatturare il 20% in più dell’anno scorso?”), chi ...

Il Digital CFO e il controller nel comporre il fascicolo di budget devono fare ricorso anche alle proprie competenze psicologiche (soft skills) oltre che a quelle di tecnica contabile e gestionale (hard skills).

Ma come si può definire la meta da raggiungere e la rotta da seguire per riuscirci che è in fondo l’obiettivo che si pone l’attività definita semplicisticamente “budget”?

È ciò che cercheremo di fare in modo molto pratico nei prossimi articoli.

Allora, se vi va di fare un viaggio in mari normalmente poco calmi, imbarcatevi con noi!

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