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  • Immagine del redattoreCarlo Carlotto

Fractional manager e longennials

Ma quando in azienda serve un CFO, meglio un Digital CFO?

I motivi sono essenzialmente tre:

  • in caso di passaggio dimensionale. La continuità aziendale è strettamente collegata alla sua evoluzione qualitativa (nuovi e migliori prodotti/servizi) e quantitativa (incremento del fatturato e della redditività);

  • in caso di passaggio generazionale. È un momento fondamentale e molto critico nella vita delle aziende che va gestito e non subìto;

  • tutti i casi in cui si intende consolidare l’organizzazione. La competitività dell’azienda sul mercato non può prescindere dall’efficienza e dall’efficacia di tutti i processi e funzioni (compresa, ovviamente, quella Finance).


Di norma queste situazioni sono tipiche delle imprese famigliari, che costituiscono la soverchiante maggioranza delle imprese private in Italia e nel mondo.

Le casistiche indicate rendono indispensabile l’attivazione di un processo di managerializzazione che consiste sostanzialmente in un importante cambiamento culturale: il talento, la capacità e il merito anziché l’appartenenza.

È necessario che l’azienda effettui un’attenta e professionale gestione finanziaria. Spesso tale ruolo è ricoperto direttamente dall’imprenditore o da un componente della sua famiglia anche perché si ritiene (sovente immotivatamente) di non potersi permettere il costo di figure qualificate esterne.

Altrettanto spesso, purtroppo, queste persone non dispongono delle competenze di base per poter svolgere la funzione in modo proficuo per l’organizzazione.


Cosa offre il fractional manager al wannabe CFO

Il fractional manager (in modalità coach) può aiutare il wannabe CFO (coachee) a sviluppare le competenze e le conoscenze necessarie per diventare più efficace nel proprio lavoro.

Offre infatti un’esperienza diretta nella gestione finanziaria e nella leadership fornendo altresì un feedback specifico e personalizzato per metterlo in condizione di raggiungere i propri obiettivi che, di norma grazie alla stretta collaborazione instaurata, tendono ad ampliarsi.

Il coach contribuisce sensibilmente a sviluppare le capacità di leadership e di gestione del team del wannabe CFO garantendo un supporto specifico e personalizzato per affrontare le sfide quotidiane della gestione finanziaria.

Inoltre, tra l’altro, può aiutare il coachee a migliorare la sua capacità di negoziazione con fornitori, clienti e rappresentanti del mondo finanziario. Contribuisce infine a perfezionare la capacità di raccogliere e analizzare i dati aziendali.


Uno scambio reciproco

Ovviamente il rapporto che si crea tra coach e coachee non è a senso unico.

Non si tratta cioè di un travaso di competenze ma qualcosa di più simile a un’osmosi.

Ci limitiamo a sintetizzare il concetto con una frase che probabilmente risale al Talmud e che non ha bisogno di ulteriori commenti: ho imparato molto dai miei maestri, ancora di più dai miei compagni e soprattutto dai miei allievi.


Longennials

Cosa c’entrano i fractional manager con i longennials?

In primo luogo però: cosa sono i longennials?

Giusto qualche parola al riguardo.

In Europa il fenomeno non è ancora arrivato ma negli Stati Uniti è già in atto da un po’.

Si chiama re-hiring (ri-assunzione) dei longevi del terzo millennio, gli ultracinquantenni che hanno terminato, prevalentemente non per propria volontà ma spesso anche per consapevole decisione, l’attività lavorativa in azienda. Non per andare in pensione (tra l’altro ancora non ci arrivano) ma perché sanno che le proprie competenze, l’esperienza, le qualità relazioni maturate in tanti anni di attività manageriale possono ancora essere molto utili.

Potete approfondire qui l’argomento.

Noi ci limitiamo a chiudere il cerchio suggerendovi di prendere in seria considerazione di ingaggiare un longennial fractional manager per trasformare il vostro wannabe in un neo Digital Cfo.





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