• Teresa Canino

Le startup innovative: un modello di raccolta di capitali e di crescita



“Sine pecunia ne cantantur missae”.


I latini lo dicevano già molti secoli fa: senza soldi non si cantano messe e nel caso delle startup innovative potremmo dire: senza fondi non si sperimenta, non si valida, non si cresce e non si arriva alla Exit.


Vediamo allora quali sono gli strumenti attraverso i quali le startup innovative possono ottenere le risorse finanziarie necessarie alla nascita e alla crescita del proprio business; e come questi siano strettamente correlati alla fase del ciclo vita in cui le startup si trovano.


Nella maggior parte dei casi, nella fase iniziale Bootstrap e Pre-seed, quella della validazione dell’idea e della costituzione/iscrizione presso la sezione speciale del Registro delle Imprese, gli startupper ricorrono all’autofinanziamento tramite quelli che in gergo vengono definiti Self-funding e Bootstrapping (fondi personali) e i cosiddetti Family, Friends and Fools (3F).

Superata tale fase iniziale, la famosa valle della morte, durante la quale i costi superano i ricavi, gli startupper possono ricorrere a diverse tipologie di finanziamento per passare da una fase del ciclo di vita della propria startup (Seed, Early Stage, Early Growth e Growth) a un’altra scegliendo quella più adatta alle proprie esigenze:


  • il Crowdfunding: raccolta fondi che avviene attraverso piattaforme online dedicate e che non si esaurisce semplicemente nel finanziamento del progetto ma chi partecipa riceve in cambio una ricompensa che può essere concreta o simbolica in base al modello di crowdfunding scelto (equity, lending).


  • I Business Angels: sono spesso manager o imprenditori che, oltre a investire e acquisire quote, mettono a disposizione delle startup anche attività di mentoring, network e competenze manageriali.


  • Gli incubatori e gli acceleratori: non si tratta di finanziamenti veri e propri ma di strumenti, competenze e spazi con un elevato valore economico. In particolar modo: i primi forniscono uno spazio fisico in cui lavorare, l’accesso a un limitato numero di servizi (come sale conferenze e connessione internet) e opportunità di networking; i secondi offrono servizi professionali di consulenza strategica erogati secondo un programma di accelerazione ben definito e che ha una durata media che va dai sei mesi a un anno.


  • I bandi e le call: i primi mettono a disposizione finanziamenti a tasso agevolato o contributi a fondo perduto forniti da Enti governativi (Unione Europea, Stato, Regioni); le call, invece, consistono in competizioni, organizzate da enti privati (associazioni, università o aziende), in cui alla startup vincitrice spetta il premio più consistente.


  • Venture Capital: società finanziarie specializzate nell’investimento che supportano le startup non solo tramite ingenti somme (raccolte rivolgendosi in prevalenza ai cosiddetti fondi istituzionali: fondazioni bancarie, enti previdenziali, enti pubblici territoriali, assicurazioni e banche) ma anche mettendo a disposizione competenze manageriali, tecniche e network estesi.


Come abbiamo visto gli strumenti sono tanti.

Il finanziamento giusto al momento giusto fa la differenza e il tempismo gioca un ruolo cruciale. Quindi, se vuoi continuare “a cantar messa” scegliendo la soluzione migliore per la tua startup ma non sai come fare, consulta il nostro modello Growth and Funding. Si tratta di un modello sistemico che attraverso metodi e strumenti di finanza alternativa ti supporterà nella predisposizione del Safe Agreement, del suo Regolamento e di tutta la documentazione necessaria per l’emissione e la raccolta di capitali attraverso Strumenti Partecipativi (versione italiana del Safe) nonché la strutturazione di un Investor Relation Management per l’onboarding e la gestione di tutti coloro che saranno interessati a investire nella tua startup.

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