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  • Carlo Carlotto

Gli strumenti del Tesoriere: le attività di controllo

Continuiamo il rapido viaggio tra gli strumenti che ogni Tesoriere dovrebbe avere nella propria cassetta degli attrezzi (o nella dispensa della sua cucina se vi piace di più questa immagine).


Fin qui abbiamo parlato della gestione quotidiana della Tesoreria e del Budget di cassa (Cash flow se preferite).

Ora accenniamo alle attività di controllo che devono essere svolte dal Tesoriere per verificare se la sua navigazione è in linea con la rotta tracciata (così, in tema di metafore, abbiamo accontentato pure gli amanti del mare).

Ci limitiamo a quelle più significative consapevoli che non possono essere elencate tutte anche perché sono in evoluzione dovendo adattarsi a ciò che si incontra sul percorso lavorativo e continuamente adeguarsi alle evoluzioni tecnologiche del contesto in cui si opera.


Innanzitutto occorre essere certi che i saldi interni a cui si fa riferimento e che costituiscono la base per le proiezioni dei flussi di cassa futuri coincidano con quelli del sistema bancario.

Più frequentemente è condotta la verifica, meglio è. Eventuali scostamenti saranno facilmente sistemabili se il confronto avverrà quotidianamente.

Parliamo in gergo tecnico delle “riconciliazioni bancarie” che sono obbligatorie in fase di revisione del bilancio ma risultano essere imprescindibili ai fini dell’operatività giornaliera.

L’impostazione dei controlli differisce in relazione all’organizzazione contabile aziendale e alla maggiore o minore articolazione e numerosità della movimentazione.

In aziende di limitate dimensioni nella contabilizzazione delle operazioni “comanda” l’estratto conto bancario. Ogni giorno (prassi altamente consigliata) il Tesoriere scarica i movimenti dai conti disponibili in rete e procede con la registrazione degli stessi. In questo modo, in assenza di operazioni “in sospeso” (assegni bancari emessi e non ancora incassati, per esempio), il saldo contabile e di tesoreria non potrà che coincidere perfettamente con quello della banca.

In organizzazioni aziendali più strutturate in cui la movimentazione viene svolta separatamente da reparti distinti e talvolta purtroppo “non comunicanti” (ufficio fornitori per i pagamenti, ufficio clienti per gli incassi, …) la contabilizzazione fluisce in modo autonomo (“guida” cioè le registrazioni bancarie) e il Tesoriere parte dalle risultanze dei conti interni per effettuare la sua fondamentale attività di riconciliazione con i saldi bancari.


Non basta avere i saldi bancari sotto costante controllo, ovviamente.

Occorre che il Tesoriere verifichi che le condizioni da lui (o dal Digital CFO) pattuite con le banche siano effettivamente applicate. Scusate se vi pare poco. Ed è meglio farlo costantemente anziché rinviare l’attività a fine mese, a fine trimestre o, peggio, una volta all’anno.

La disponibilità di un software dedicato di Tesoreria è l’ideale ma qui stiamo parlando, come sapete, di realtà che non dispongono di un budget sufficiente per permetterselo.

Le tabelle utilizzate, da mantenere costantemente aggiornate, sono dunque quelle Excel in cui la meticolosità del Tesoriere riepiloga le varie condizioni in modo da verificare la correttezza del comportamento della banca e, nello stesso tempo, determinare la condizione migliore applicata dal sistema. Ciò gli consentirà di condurre nuove trattative con le controparti bancarie o più semplicemente di definire le migliori strategie di pagamento e incasso sfruttando le condizioni più convenienti.

Stiamo parlando, per intenderci di: spese, fee, commissioni, oneri fiscali, valute di addebito e di accredito, …


La disponibilità dello scalare interessi trimestrale consentirà al Tesoriere di “chiudere il cerchio” a proposito della verifica delle condizioni praticate dalle banche ma, soprattutto, in termini di confronto a consuntivo delle previsioni degli oneri finanziari effettuate a preventivo (a nostro avviso uno dei compiti più professionali in carico al Tesoriere stesso).


Il monitoraggio dei tassi ufficiali di mercato, che può essere organizzato in vari modi sfruttando il più possibile l’enorme quantità di informazioni disponibili gratuitamente in rete, integra qualitativamente le citate attività di controllo delle condizioni bancarie e pone le basi per sviluppare le strategie finanziarie più convenienti e opportune per l’azienda.


Ci fermiamo qui. Il nostro Tesoriere comincia a dimostrarsi leggermente disturbato dall’averci consentito di intrufolarci dietro le quinte del suo palcoscenico operativo e rivendica il diritto a mantenere qualche segreto del mestiere. Non possiamo che rispettare la richiesta e accontentarlo, per adesso.


Torneremo però presto a interpellarlo su altri temi finanziari molto importanti.

Restate con noi, se volete saperne di più.


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